Due imbecilli...in saldo
Io e la mia socia Tetterifatte, lo scorso sabato, abbiamo trascorso una delle giornate più surreali delle nostre vite... ho pensato se scrivere o meno di questo episodio perchè, diciamo, non porta lustro alle nostre già scarse capacità intellettive... ma tant'è.
ANTEFATTO: un nostro amico ci fa avere due preziosissimi inviti (individuali e nominativi) per l'annuale ed esclusivissima svenditona di "FENDI" presso il loro stabilimento in zona Roma nord. Sulla svendita, da anni, sentivamo storie meravigliose di borse chicchissime a 1 euro e pellicce preziose a 20 euro e quindi, tutti fieri, andiamo a letto presto la sera prima al fine di essere freschissimi e aggressivi alla morte contro le finte bionde che sicuramente sarebbero state presenti l'indomani.
FATTO: ore 9.30: puntuale come le tasse, Tetterifatte mi preleva con la sua vettura e di lì a 5 minuti siamo sul luogo della svendita. Ops! Ci sono già almeno 250 metri di persone in fila... ma non ci facciamo prendere dallo sgomento e, razionalizzando sulla base delle indicazioni dell'invito che parlano di 100 persone all'ora, facciamo due conti e diciamo... "ma si, per un paio d'ore cosa vuoi che sia". La fila è composta di 80% donne, 10% "frou" e 10% fidanzati e mariti delle suddette donne con espressioni alquanto contrariate. 1 lella atipica... Tetterifatte.
Ore 10.30: varchiamo il cancello d'ingresso e ci viene spiegata una procedura talmente seria e organizzata che ci domandiamo se si tratti di una svendita di borZette o di un campo di addestramento della NASA. Ci guardiamo e l'imponente organizzazione ci rassicura sulla fila e sull'attesa.
Ore 11.00: in mezzo a comode transenne color arancio veniamo colti da pioggia torrenziale e lì scatta il piano di emergenza della sicurezza di FENDI che ci fa traslocare sotto un più comodo loggiato. Ahimè, i geni della security, sottovalutano le finte bionde che, leste, mandano in vacca qualunque ordine di ingresso e creano un minestrone di essere umano. Nel frattempo facciamo amicizia a base di luoghi comuni con vari ed eventuali presenti (soprattutto ci appassioniamo a un gruppo di signore over 60 che imperterrite resistono a spintoni, acqua, scomodità varie e sguardi mortali dei loro mariti).
Ore 13.00: la fila è ormai un fiume incontrollabile... le iniziali 300 persone ci sembrano crescere di minuto in minuto... ma sempre davanti a noi che, ligi alle regole, non tentiamo alcun sorpasso e continuiamo ad attendere il nostro turno mentre dal capannone escono persone con gran borse piene di roba. Io monto un nervosismo letale... ma penso che Tetterifatte voglia restare... scopro solo ore dopo che lei pensava lo stesso di me... fottuti a vicenda.
Ore 14.00: siamo ancora fermi e digiuni, ormai fanno entrare 5 persone l'ora, il malumore cresce... na vecchia s'intende male e viene trasportata via in ambulanza... scene che, al confronto, la fila per il concerto di Madonna sembra un passeggiata di salute. Il mormorio delle finte bionde raggiunge decibel assordanti ma nessuna molla!
Ore 15.00: si intravede la possibilità di entrare... mentre continuiamo a domandarci se siamo stupidi davvero a spendere 5 ore in una fila per una svendita. La risposta è "si, lo siamo e tanto ormai la cazzata l'abbiamo fatta... almeno compriamoci ste borZette".
Ore 15.30: in un parapiglia violento, in mezzo ad extension che volano e unghie finte (french) ficcate nel costato riusciamo a varcare l'entrata...la felicità dura poco... lì scopriamo che c'è un'altra fila nascosta dentro il capannone... sgomento e terrore ci assalgono (siamo fottuti di nuovo e sempre più stupidi su quel confine tra l'andare a casa dopo ore inutili o ormai fare 31 e rimanere). Di lì, perdo la brocca e rispondo a tono ad alcune "finte bionde" (una definita Ciccio di Nonna Papera, una Vladimir Luxuria e altre incattivite) che ci accusano di aver "sorpassato"... si arriva al massimo quando mi dicono che sono "in mala fede" e io rispondo "io sarò in mala fede ma tu sei brutta forte!" (insulto maschio per eccellenza!).
Ore 16.00: siamo ancora in fila... ormai so di aver fatto una cazzata enorme e mi godo le scene di lotta tra finte bionde. Partono almeno 3/4 risse tra donne che giurano di essere state superate... e un paio di collutazioni coi manzi della security... scene bellissime che io e Tetterifatte fomentiamo spingendo il nostro gruppo di vecchie simpatiche a urlare frasi come "vergogna!", "ci trattate come bestie!" e "è uno schifo, siete dei manigoldi". Il nostro gruppo ormai fa quello che diciamo noi e sono pupazze nelle nostre mani... al punto che le conviciamo anche a tentare un ingresso forzato contro la security... le vecchie, stupende, spingono come dannate malgrado la fame e la disidratazione. Roba che le collutazioni anti Gelmini di Piazza Navona erano all'acqua di rose.
Ore 16.30: al grido di "aprite aprite" ci fanno entrare nell'empireo della borZa a 1 euro... e dopo ennesima fila per il guardaroba (daje)... scopriamo che non c'è NIENTE di comprabile... ma NIENTE davvero. Solo robaccia anni 80, invenduti storici, pellicce fuorimisura, borZe talmente brutte che manco per le serate travestite a casa della Rana, cinte che manco alle bancarelle di via Sannio e abiti che da MAS (storico tempio romano dell'acquisto sottocosto) le commesse si vergognerebbero a proporre. Io la prendo a ridere e comincio a fare foto a tutto per testimoniare la mia idiozia di aver atteso 6 ore e mezza per accedere al paradiso dello schifo... Tetterifatte non molla e si fa la fila per il reparto accessori (le lelle hanno un'altra tempra)... e poi finisce per comprare una gonna nera che avrei potuto cucirle al volo in macchina con un pezzo di fodera.
Ore 17.00: le nostre amiche vecchie sono distrutte... una guarda l'altra con una borZa rosa e nera in mano e dice "che dici Giulià, je a compro a mi cognata pe Natale?"... l'altra guarda schifata la borZa e dice "se ce voi litigà si, comprajela"... io socializzo con un coattello (non male) con fidanzata e cominciamo ad appiccicare caccole e altri prodotti del corpo su abiti e pellicce in segno di sfregio e disapprovazione.
Ore 17.15: affamati, stanchi, ma arricchiti da questa inusuale esperienza a base di "esseri umani" usciamo... io a mani vuote e Tetterifatte con la sua esclusiva gonna FENDI di fodera... le vecchie ci salutano come compagne di scuola ritrovate su Facebook... quasi scatta la pizzata tutti assieme... ma ci diamo appuntamento per l'anno prossimo... "ah no, l'anno prossimo non mi fregano, io vengo alle 6 del mattino...".
Io guardo Tetterifatte e giuriamo con un rito di sangue in stile La Talpa che MAI PIU'...MAI PIU'... MAI PIU' ci faremo fregare da quelle stronze delle FENDI... prendiamo la vettura e, consapevoli, andiamo incontro a una bella serata di prese per il culo da parte dei nostri amici. Ce la siamo meritata... siamo DUE IMBECILLI.